Il pifferaio d’America

Brothers and sisters: chiamando così, e con quel timbro di voce da brividi, “i fratelli e le sorelle” omosessuali, usando la parola gay per la prima volta in un discorso dell’Inauguration Day, Barack Obama ha messo fine alle esitazioni che hanno caratterizzato il suo primo mandato sul tema delle nozze gay. Il presidente ne fa una missione storica per sé e per la sua generazione. Ritrova così l’aura del leader visionario che non limita la propria azione a una diversa ripartizione della ricchezza ma intende indicare alla società americana una nuova frontiera.
12 AGO 20
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Brothers and sisters: chiamando così, e con quel timbro di voce da brividi, “i fratelli e le sorelle” omosessuali, usando la parola gay per la prima volta in un discorso dell’Inauguration Day, Barack Obama ha messo fine alle esitazioni che hanno caratterizzato il suo primo mandato sul tema delle nozze gay. Il presidente ne fa una missione storica per sé e per la sua generazione. Ritrova così l’aura del leader visionario che non limita la propria azione a una diversa ripartizione della ricchezza ma intende indicare alla società americana una nuova frontiera: l’eguaglianza piena e dispiegata fra coppie eterosessuali e omosessuali, la terza grande battaglia civile dopo la conquista della parità di diritti tra donne e uomini e tra bianchi e neri. Il viaggio della grande nazione non finirà fino a quando i valori di libertà scritti nella Costituzione non diventeranno realtà per ogni americano.
Le nozze gay, come l’aborto o la liberalizzazione della marijuana o la pena di morte, ricadono sotto la sovranità dei singoli stati e si sa che i repubblicani e la vasta minoranza religiosa dell’America profonda amano i fucili d’assalto tanto quanto detestano i gay. Obama potrà usare la sua influenza fino alle elezioni di mezzo termine, poi sarà malinconico testimone come ogni presidente che deve lasciare definitivamente. Lo scatto in avanti chiesto alla più grande democrazia del mondo ha comunque la forza dirompente del simbolo. E ha fatto invecchiare di colpo i cosiddetti progressisti europei, le ipocrisie, gli imbarazzati giri di parole dei Pacs alla francese, dei “Dico” all’italiana che mai furono detti. E della legge tedesca che tanto piace a Pier Luigi Bersani.